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Paese

Dati Generali
Il paese di Neoneli
È un paese di circa 800 abitanti della provincia di Oristano. Sorge a 555 m. sui monti del Barigadu. Il suo territorio comprende l’Oasi Faunistica di Assai formata da splendidi boschi di roverelle, querce, lecci, da una rigogliosa macchia mediterranea e da panorami suggestivi. L’Oasi dà rifugio ad animali come il daino e il cervo, ma anche la volpe, l’aquila e il falco e tanti altri animali tipici della fauna sarda. Anche in questo comune, così come in molti altri della Sardegna, la presenza dell’uomo si può far risalire al periodo prenuragico: nuraghi e numerose domus de janas si trovano, infatti, intorno al centro abitato, mentre a testimonianza del periodo punico sembrano essere i ruderi del castello sul colle Santa Vittoria. Neoneli è particolarmente impegnato nel portare avanti le antiche tradizioni, il canto a tenores, col coro di Neoneli ha riscosso negli ultimi anni una grande fama e ha portato il nome del paese in molte parti del mondo.
Il territorio di Neoneli
Altitudine: 150/841 m
Superficie: 48 Kmq
Popolazione: 791
Maschi: 395 - Femmine: 396
Numero di famiglie: 326
Densità di abitanti: 16,48 per Kmq
Farmacia: via Roma, 140 - tel. 0783 67635
Guardia medica: (Ghilarza) - tel. 0785 52537
Carabinieri: via G.Demontis, 3 - tel. 0783 670002
Polizia municipale: via Roma, 83 - tel. 0783 67747

Storia

NEONELI, villaggio della Sardegna nella provincia di Busachi, capoluogo di mandamento della prefettura di Oristano con giurisdizione sopra Ardaùle, Bidunì, Nugeddu, Serradile. Era nel medio evo capoluogo del dipartimento di Barigadu-Susu, e finchè durò il sistema feudale era ordinaria residenza d’un delegato consultore, che dipendeva immediatamente dal supremo magistrato della regia udienza, e dicea ragione ai neonelesi e a’ vassalli di Ula e di Ardaule, che stavano a non maggior distanza di circa miglia 2. 1/2 quelli a libeccio, gli altri a maestro.

La sua situazione geografica fu definita nella latitudine 40° 2', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 10'.

Siede questo paese sopra un colle che levasi sulla costa orientale della stessa montagna, alla cui pendice occidentale, di più mite pendìo sul Tirso, sono situati Ardaule, Ula e Busachi in linea quasi paralella al lungo giogo del monte ed all’alveo del gran fiume. Nell’inverno il freddo è assai sensibile se soffino i venti boreali, o se spirino da sulle alpi nevose della Barbagia, che sorgono quasi al levante e a non maggior distanza di 13 miglia; ma nell’estate è sopportabile il caldo, sebbene non vi si distenda la ventilazione dalla parte del ponente e del maestro, donde in quel tempo sogliono scorrere le aure fresche. La temperatura nelle buone stagioni fa salti frequenti per il freddo che subentra bruscamente al caldo, da che sono cagionate le mortali malattie che portano a immaturo fine uomini di vigorosa sanità. Le pioggie sono frequenti dall’autunno alla primavera; non rare le tempeste nell’estate, le nevi nell’inverno. L’aria non è contaminata da miasmi, ed è salubre in tutti i tempi, salvo a quelli che non restano ben preparati contro le bizzarrie termometriche.

Componesi Neoneli di case 218 in varii gruppi che sono separati in figure irregolari da strade tortuose, strette e non selciate, ed ha amenissimo il circondario per la bella vegetazione che vi si ammira, e i boschi di castagni, noci, ciriegi, gli orti e l’ampio vigneto.

Territorio. Montuosa è la regione a ponente, dove sorge la montagna sunnotata, alquanto piana verso levante sino al colle che sta incontro al paese a miglia

3. 1/2. La superficie può computarsi di miglia quadrate dodici in circa.

La montagna, al cui piede orientale sta Neoneli, presenta nella sua cima piana una parte dell’antico immenso pianoro centrale, del quale vedonsi altri avanzi nei monti di Ortueri, di Busachi, di Serradile, di Samugheo ecc. alla sinistra del Tirso; nell’altipiano del Marghine alla destra. Le altre eminenze più notevoli sono: il Montessanto-Jossu, sul quale si innalza in figura di cono tronco un colle terminato in ampia e deliziosa pianura, dove esistono le rovine della chiesa di s. Vittoria, e vedonsi i ruderi d’un antico suntuoso castello. In questo luogo sublime godesi un panorama svariatissimo e vaghissimo, e alla parte di ponente prolungasi la vista a grandissimo tratto sopra il mare sardo. L’osservatore può dominare il corso del Tirso dalla valle del Goceano per le falde del Marghine sino al golfo di Oristano, e insieme il Marghine, i Campidani ecc.

Il colle di Orisetto è quella eminenza che abbiamo indicata a levante da Neoneli, terminata pure in un piano con orizzonte non meno vasto ed ameno che il già descritto di s. Vittoria. La ragione della denominazione si vedrà più sotto.

Sas concas. Così dalla cavernosità è nominata una regione aspra di immani scogli in gran parte rivestiti di quel genere di licheni che sono tanto ricercati per le tintorie.

Questa è la regione della caccia, e può dirsi che in poche altre contrade siano siti più pittoreschi e bellamente orridi. Il cervo, il daino, il cinghiale vi pascolano in gran numero, e però i cacciatori vi fanno molte prede. Queste specie con altre minori si trovano pure nelle altre parti del salto, comechè meno frequenti.

Nella pianura di Nordè trovasi una sorta di argilla, della quale mescolata con certa terra del Montessanto alcuni di Neoneli fanno pentole che vendono ne’ paesi d’intorno. Essa contiene delle pietruzze color d’oro che sono osservabili anche dopo la cottura.

Nel territorio trovansi qua e là sorgenti di acque purissime. Tra esse è notevole la fonte comunale a piè del colle, la quale dà in tanta copia, che è sufficiente alla irrigazione degli orti.

Popolazione. Nell’anno 1840 in Neoneli si numeravano anime 1028, distribuite in maggiori di anni 20 maschi 325, femmine 337; minori maschi 187, femm. 179, e in famiglie 216.

Le medie del decennio diedero matrimonii 11, nascite 44, morti 31.

Le malattie mortifere più frequenti sono i dolori di punta.

La pubblica ricreazione de’ giorni festivi è il ballo alla musica delle canne o delle voci.

Professioni. Sono applicati all’agricoltura uomini 230, alla pastorizia 65, ai mestieri 40, al negozio 6. Quindi sono ad indicare preti 3, flebotomi 2, notai 3.

Delle sunnotate famiglie sono proprietarie almeno 175, tra le quali non sono molte quelle che vivano un po’ agiatamente.

Alla scuola primaria non concorrono mai più di 12 fanciulli.

Le donne sono assidue ne’ loro lavori della filatura e tessitura in lino e lana.

Agricoltura. L’arte agraria non è ben conosciuta dai neonelesi, e poco lucrano dalla medesima, perchè è poco quello che sia di superfluo alle famiglie.

I numeri ordinarii della seminagione sono, di grano starelli 750, d’orzo 300, di legumi 70; la fruttificazione dà pel grano l’8, per l’orzo il 12, per i legumi il 10.

Vigne. La vite è coltivata in un’area complessiva di circa 180 starelli, vi prospera assai bene, e dà non scarso mosto bianco e nero. Il vinificio, se fosse operato con miglior arte, darebbe prodotti di maggior bontà. Se ne brucia una parte per acquavite.

Fruttiferi. La vegetazione degli alberi è stupenda in questo territorio non per una o altra, ma quasi per tutte le specie che si coltivano nell’isola. Comechè non si usi alcuna arte o diligenza sopra le tenere piantine, esse crescono in poco tempo vigorose, e diventano alberi molto generativi in poco tempo. Le frutta hanno un sugo delizioso, e le ciriegie, che vi sono abbondantissime, non temono il confronto con consimile prodotto d’altra regione. Si spera che qui pure si introdurrà la cultura de’ gelsi, e che da questo ramo avranno questi paesani un notevole aumento alle loro fortune.

Pastorizia. Il territorio di Neoneli è in molte parti coperto di alberi ghiandiferi, produttivo di ottimi pascoli, e verdeggiante di erbette nelle valli e nelle sponde de’ limpidi ruscelli.

Se alla natura si aggiungesse l’arte, i pastori sarebbero assai più ricchi.

Nell’anno suddetto si numeravano buoi per l’agricoltura 160, vacche manse 340, cavalli 60, porci 140, e nel bestiame rude capi vaccini 480, caprini 1300, porcini 1600, cavallini 100, pecorini 4000.

I formaggi sono stimati, e la loro quantità superando il bisogno del paese, però se ne manda fuori una notevole quantità.

Commercio. Quello che i neonelesi ottengono dalla vendita di quanto loro sopravanza da’ prodotti agra-rii e pastorali e dalla industria, si può computare a non più di ll. n. 30 mila.

Religione. Questo popolo è contenuto nell’antica diocesi di S. Giusta aggregata alla metropolitana di Arborea con bolle del pontefice Giulio II, del 1505, 1506, ed è governato nelle cose spirituali da un paroco che ha la qualifica di rettore, e l’assistenza di due altri preti nel ministerio.

La chiesa parrocchiale è dedicata all’apostolo s. Pietro, cui si festeggia con numerosissimo concorso di gente, che vi chiama o ragion religiosa o il solito sollazzo de’ balli e la gara de’ barberi.

Nella stessa parrocchia ha il culto come patrono il martire s. Antioco, e se ne celebra la festa nel lunedì dopo la seconda domenica di Pasqua. È questa una festa di corriolu popolata assai più della prima, ma di gente povera e rozza che concorrevi per il pranzo gratuito.

Questo tempio fu fabbricato nel 1661 nell’estremità e parte più elevata dell’abitato, ed ha ai suoi tre lati un ampio cemiterio, che servì finora di camposanto.

Attigua a questa chiesa maggiore è quella denominata da s. Michele arcangelo, che era l’antica parrocchiale.

Altre due chiese erano in Neoneli, una dedicata a

s. Anna, l’altra al suffragio delle anime, e poste, una sopra una collinetta a tramontana che sorge all’altezza del suolo della parrocchiale, ed ora è distrutta; l’altra un po’ al dissotto della stessa parrocchiale, e serve ora di deposito per le ossa de’ defunti.

In campagna a mezz’ora dal paese trovasi una chiesa dedicata all’arcangelo Gabriele, cui i neonelesi sono molto divoti. Vi si festeggia nel primo giorno d’agosto, quando si rammemora la liberazione di s. Pietro da’ vincoli per un angelo; poi nella prima domenica di settembre vi si apre un novenario con numerosa frequenza di persone distinte e di popolani, massime che quel soggiorno è gradevolissimo per la benignità del clima, e le molte acque fresche e pure che sorgono di passo in passo. Fu fabbricata nel 1700 da Antioco Ariolas per cura del rettore M. Spano.

Nel territorio trovansi in varii siti le rovine e fondamenta di altre chiese, che furono parrocchiali di popolazioni estinte. Tra le altre è più cospicua quella che dicono di s. Vittoria.

Antichità. Nella circoscrizione del Neonelese vedonsi sicuri indizi di antiche popolazioni; a ponente ne’ quattro siti che sono appellati Sagramenta, S. Elena, S. Costantino, Sorrai; a libeccio in S. Maria di Oli-sai; a tramontana in Montessanto-Giosso, e nel Castello di S. Vittoria; a levante nella regione di Orisetto.

Castello. Sull’ampia e deliziosa pianura del colle di

S. Vittoria esistono ben cospicui, come già notai, i ruderi del castello e gli avanzi di tre torri, due cilindriche, l’altra poligona, che sorgeano sul sito che dicono Sa iscala dessas cadenas.

Questa fortezza posta sopra scogli inaccessibili dovette essere di somma importanza e per la somma difficoltà della espugnazione, e perchè sorgea sopra una via maestra centrale assai frequentata. Poscia il giudice Pietro di Lacono ne facea donazione al monistero di s. Maria di Bonarcado, come può vedersi nell’atto riportato dal Gazzani.

Orisetto. Sul secondo de’ colli già descritti nella parte superiore, e anche un po’ dissotto, giacciono le rovine dell’antica terra di Orisetto, della quale, menzionata nelle memorie storiche, e data nel 1050 alla casa Cajetani di Pisa, essendo ignorato il sito, però il Mimaut la riguardava in Oristano, e il Manno in Oro-sei. Il sito delle suddette rovine conserva ancora questo nome, e dà lume su quel punto storico.

Nella estremità boreale di questo colle si trovano presso che intere due cave, che sono dette domos de nie, e furono due nevaje, che formarono o gli stessi Cajetani, o altri signori del luogo.

Neoneli appartenne alla casa De-Jana fino al 1462, in cui Leonardo Cubello avendo impalmata sua cugina Quirica figlia ed erede di Giovanni De-Jana signore del Mandra-e-Lisai e di Parte Barigadu, tornò ad esser parte dell’Arborea fino a che il marchesato di Oristano fu devoluto alla corona. Allora anche questa terra andò di nuovo soggetta all’infeudazione, e fu infeudata alla casa di Silva, i cui principali col titolo di conti di Monte-Santo, la possederono sino a’ primi anni del secolo XVIII, quando per matrimonio del conte di Monte-Santo D. Giuseppe de Silva con donna Emmanuella di Alagon, figlia ed unica erede di D. Altardo marchese di Villasor, fu confusa tra gli altri stati di quel marchesato sino al 1768, in cui questo contado di Monte-Santo (che nel 1768 era nuovamente devoluto al R. patrimonio), fu con le subalterne di Ula, Ardaule e Tuili, ed annesse montagne di Lochele, Tollinoro e Bortolochele infeudata alla nobile casa Ripol che la possedette col titolo di marchese di Neoneli e conte di Tuìli.

Il titolo di Monte-Santo che ebbero i conti Silva, era (come vedesi) dal Monte-Santo-Josso, che notammo in questo territorio di Neoneli.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Neoneli
17 Gennaio: Sant'Antonio abate
2° Settimana dopo Pasqua: Sant' Antioco
29 Giugno: San Pietro, festa del Santo patrono
1° settimana di Agosto: San Gabriele e San Michele